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  • Disturbi d'Ansia (Attacchi di Panico, Fobie)
  • Problematiche Relazionali e di Coppia
  • Scarsa Autostima ed Insicurezza
  • Disturbi dell'umore (Depressione, Disturbo Bipolare)
  • Disturbi del Comportamento Alimentare (Anoressia, Bulimia)
  • Dipendenze
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi di Personalità



Disturbi d'Ansia (Attacchi di Panico, Fobie)
ansia
L’'ansia rappresenta l’'energia vitale che vuole venire a contatto con la nostra consapevolezza, con la nostra coscienza, col nostro Io che è forse troppo rigido. Normalmente funge da richiamo per la nostra attenzione, ci mette sul “chi va là” nelle situazioni di pericolo, ci orienta e ci stimola a realizzare obbiettivi a volte indispensabili per la vita stessa. Non c’è da stupirsi quindi che accompagni l’uomo da sempre dall'età della pietra. A quei tempi era certamente un’ansia naturale, positiva, che serviva da campanello d’allarme in un ambiente carico di minacce. Quando però questo meccanismo continua a persistere anche dopo la fine di eventi potenzialmente ansiogeni, si parla di un’ansia patologica caratterizzata da uno stato permanente di tensione che compromette le capacità operative e di giudizio. L'ansia assume quindi il ruolo di un fattore permanente capace d'influenzare le risposte psicofisiche. 

Sintomi Psichici
Tensione
Nervosismo
Eccessiva preoccupazione per se’ e per gli altri
Insonnia
Facilità al pianto

Sintomi Somatici
Palpitazioni
Vertigini                                                          
Nausea
Aumento della sudorazione
Disturbi della sessualità
Disturbi visivi
Emicranie
Debolezza
Tremori
Aumento della frequenza respiratoria
Coliti

La causa non è chiara, esso si sviluppa spesso senza un motivo apparente anche se sono diversi i fattori che giocano un ruolo importante. Ad esempio:

ipatrimonio genetico può essere importante, infatti alcune persone tendono ad avere una personalità ansiosa perché l’hanno ereditata in famiglia;
traumi infantili come l’abuso o la morte di un genitore che può procurare ansia nell'età adulta;
uno stress importante come ad esempio una crisi in famiglia.

Qual è la prognosi dell'Ansia? Senza alcun trattamento il disturbo d’ansia generalizzato può persistere per tutta la vita, in certi casi in forma lieve in altri in maniera invalidante. La gravità dei sintomi può subire delle oscillazioni ad esempio diventano più acuti in situazioni stressanti. 


images__coppiaProblematiche Relazionali e di Coppia 

Il sostegno psicologico alla coppia è un percorso che aiuta a risolvere le difficoltà presenti nel rapporto di coppia, proponendo percorsi terapeutici di soluzione finalizzati a:

    chiarire le problematiche presentate
    individuare le difficoltà nella modalità di interazione presenti nella coppia
    acquisire nuove modalità relazionali che promuovano il cambiamento per il benessere della coppia

    Il sostegno alla coppia è particolarmente indicato per difficoltà di comunicazione, dell'area sessuale, in fase di separazione e per un supporto alla genitorialità.
    Intervenire sulla relazione di coppia nei momenti di crisi che ciclicamente la attraversano, non significa quindi unicamente superare le difficoltà, quanto piuttosto imparare un modo di nutrire il legame affettivo, per poter vivere la relazione in modo più costruttivo e soddisfacente.



    insicurezzaScarsa Autostima ed Insicurezza

    Alla base di numerosi disturbi e problematiche psicologiche c’è una sensazione di scarsa autostima o insicurezza in se stessi, di cui molto oggi sentiamo parlare.                                                                                                      Ma l’autostima che cos'è? L’autostima è la valutazione che la persona attribuisce a se stessa e tale valutazione si orienta fra due poli, uno negativo e uno positivo, dove il livello ottimale risiede nel mezzo.
    La maggior parte delle persone presenta livelli di bassa autostima, dove l’aspetto predominante è l’insicurezza e la grande difficoltà nel prendere decisioni, in quanto, forte della sua convinzione limitante, pensa che qualsiasi decisione che prenderà sarà sbagliata. Allo stesso modo, un’'autostima eccessivamente alta non è positiva, perché rende la persona estremamente sicura di sé, al punto tale di non accorgersi dei propri errori. Le persone con scarsa autostima, non riconoscono a se stesse nessun valore in maniera autonoma, ovvero tutto passa attraverso il filtro degli altri, ricercando un’estenuante approvazione dal mondo esterno.
    L'intervento Psicoterapico si fonda sull'ascolto dei bisogni per imparare a riconoscerli e ad esplorarli, per poi decidere univocamente cosa vogliamo e cosa non vogliamo; riconoscere le emozioni legate all'espressione dei propri bisogni; lavorare sull'immagine di sé, ovvero sulla percezione e la distanza fra il nostro Io ideale e il nostro Io percepito.


    Disturbi dell'umore (Depressione, Disturbo Bipolare)

    Con il termine disturbo dell’umore si designa la vasta classe delle patologie e sintomi che consistono in alterazioni o anomalie del tono dell’umore dell’individuo, che siano di entità tale da causare alla persona problemi o disfunzioni persistenti o ripetute, oppure disagio marcato. Ogni persona ha un proprio tono dell'umore che il soggetto tende a manifestare con maggiore frequenza. Questo può essere considerato come il correlato emotivo di fondo della nostra attività mentale caratteristico del soggetto, quale abitudine caratteriale e come parte del temperamento della persona.
    Tra i disturbi dell'umore il più noto è sicuramente la depressione maggiore anche se tra i più frequenti ci sono i disturbi misti ansioso-depressivi.
    La depressione è un'alterazione caratterizzata da umore abbattuto (appunto depresso), perdita di interesse, mancanza di volontà, affaticamento, visione negativa, diminuzione delle attività, aumento di sonno o diminuzione di sonno, aumento o diminuzione di peso senza essere a dieta, pensieri di morte ed ideazione al suicidio, ecc.
    Tra i disturbi della categoria fanno parte il disturbo distimico (una forma depressiva costante, cronica ma che non arriva ai livelli fenomenologici apparentemente più gravi di depressione maggiore) ed i disturbi bipolari I e II (alterazioni caratterizzate da oscillazioni del tono dell'umore tra euforico, maniacale o ipomaniacale a stati depressivi o crepuscolari). Tra i disturbi bipolari troviamo il disturbo bipolare I, il disturbo bipolare II ed il disturbo ciclotimico. Altre alterazioni dell'umore sono classificate come NAS (non altrimenti specificate) di cui fa parte anche il già citato disturbo misto ansioso-depressivo che, come accennato, è tra le diagnosi di disturbi dell'umore più frequentemente attribuite.
    Nel trattamento dei Disturbi dell'Umore è ormai comprovata l'efficacia di un intervento Psicoterapico mirato, attraverso tecniche specifiche, al recupero di un equilibrio armonioso e costante del tono dell'umore. In alcuni casi è poi opportuno combinare all'intervento psicoterapico un adeguato trattamento farmacologico somministrato sotto stretto controllo di un medico esperto.
    L’obiettivo dell’intervento di sostegno psicologico rivolto a chi soffre di questi disturbi prevede una comprensione profonda della personalità dell’individuo, con il quale è possibile pianificare un intervento personalizzato ed indebolire e eliminare i processi che sostengono il disturbo: infatti il modo più efficace per cambiare i sintomi è modificare i modelli che li sostengono. In questo senso è importantissima l’ "alleanza terapeutica" la cui essenza è rappresentata dalla motivazione del paziente a vincere la sua malattia, la sua infelicità.


    Disturbi del Comportamento Alimentare (Anoressia, Bulimia)

    I disturbi alimentari sono un modo per comunicare sofferenze e paure. Non vanno, infatti, scambiati per malattie dell’appetito. Perdite affettive importanti, abbandoni, abusi e traumi infantili: il cibo diventa l’anestetico che permette di non sentire la sofferenza, un’'autocura per non pensare. 
    Anoressia... questo disturbo alimentare di origine psicologica, riguarda soprattutto ragazze di età compresa tra i 12 e i 25 anni, il periodo del passaggio dall'età infantile a quella adulta. Questo particolare passaggio può infatti risultare difficile in alcuni soggetti: il corpo che cambia e si modifica, la personalità che tende a marcare in maniera più netta i propri limiti e le proprie peculiarità. 
    Questi fenomeni possono spaventare gli individui che li vivono, portando una sorta di volontà di controllo, che spesso si traduce nel controllo del cibo e dell’'alimentazione, minando un atavico rapporto che a livello simbolico risulta essere quasi un rito. Ingerire il cibo si traduce nell'ingestione del mondo esterno; ecco perché trascurare completamente l’alimentazione rientra in un ampio discorso di problemi sorti con il mondo esterno all'individuo il quale si chiude in se stesso evitando ogni tipo di rapporto e di confronto. 

    Una persona è affetta da Anoressia se manifesta tutte e quattro le seguenti caratteristiche: 

    1. Perdita di peso rilevante (più del 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza).
    2. Paura intensa di ingrassare anche quando si è in sottopeso.
    3. Alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee.
    4. Scomparsa delle mestruazioni (nelle donne assenza di cicli mestruali).

    Bulimia... La bulimia si manifesta con ripetuti accessi di fame che costringono il soggetto a ingurgitare frettolosamente grandi quantità di cibo (la classica abbuffata, soprattutto di cibi dolci e di una consistenza tale che permetta una facile assunzione). Il soggetto ha generalmente l'impressione, durante le crisi bulimiche, di perdere il controllo della situazione, ovvero di non riuscire a fermarsi e resistere al desiderio di mangiare. L'attacco di bulimia è normalmente seguito da sensi di colpa, frustrazione e agitazione che portano a comportamenti compensatori al fine di prevenire uno sgradito incremento del peso corporeo. 
    E' possibile distinguere la Bulimia Nervosa in due sottotipi: 

    Bulimia Nervosa con condotte di eliminazione 
    Bulimia Nervosa senza condotte di eliminazione.

    Nel primo caso, il comportamento compensatorio più frequente (80-90%) è l'autoinduzione del vomito i cui scopi fondamentali sono sia la riduzione del senso di nausea che segue l'abbuffata sia la prevenzione di un incremento ponderale. Altri metodi compensatori sono rappresentati dall'uso di lassativi e diuretici e più raramente, e mai come unico metodo, l'uso di enteroclismi.
    Nella bulimia nervosa senza condotte di eliminazione, i comportamenti di tipo compensatorio sono rappresentati dal digiuno nei giorni seguenti l'abbuffata e dalla pratica eccessiva di esercizi di tipo fisico (l'aggettivo "eccessiva" vuole evidenziare il fatto che l'attività fisica viene praticata in modo non consono, in luoghi od orari inappropriati e senza riguardo al fatto che ci si trovi in condizioni fisiche non ottimali). In qualche raro caso si ricorre a sostanze in grado di accelerare il metabolismo (ormoni tiroidei) onde prevenire l'aumento ponderale.

    La malattia presenta molte analogie con l'Anoressia come l'eccessiva preoccupazione del peso, la continua ricerca di approvazione per il proprio comportamento e aspetto fisico e l'idea ossessiva del cibo. L'alternanza di una notevole ingestione di cibo e dei meccanismi compensatori è la reazione per lo più a problemi emozionali, ovvero alla scarsa capacità di gestire le emozioni sgradevoli.


    Dipendenze

    Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L'individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull'abitudineLe forme più gravi comportano dipendenza fisica e psichica con compulsività, cioè, ad esempio, con bisogno di assunzione ripetuta della droga da cui si dipende per risperimentarne l'effetto psichico ed evitare la sindrome di astinenza.
    Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da cibo (bulimia, dipendenza da zuccheri), da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano l'alcolismo e il fumo, da sesso (dipendenza sessuale, masturbazione compulsiva), da lavoro, da comportamenti come il gioco (gioco d'azzardo patologico), lo shopping (shopping compulsivo), la televisione, internet (internet dipendenza), i videogame.



    Disturbi psicosomatici

    Una delle risposte che maggiormente avvilisce chi soffre di un disturbo fisico di cui non si riesce a trovare una causa è: “Dal punto di vista medico non c’è niente, lei sta bene!”. Sentire di avere forti dolori, ma non trovarne un riscontro medico, diventa fonte di ulteriore preoccupazione, oltre al disagio nel tollerare di star male, vi è quello di non riuscire a trovarne le cause e sentirsi impotenti davanti al proprio malessere. Dopo una serie di analisi e inutili cure l’ultima spiegazione data diviene spesso: “Il suo malessere ha probabilmente origini psicologiche, dato che non vi è nessuna condizione medica generale diagnosticabile, a cui possano essere pienamente attribuibili i suoi sintomi”. 
    La persona che ne soffre, non accetterà facilmente l’ipotesi che a scatenare i suoi problemi fisici sia un conflitto intrapsichico, un’esperienza emotiva mal digerita o qualche sentimento profondamente sepolto. Sono numerosi i disturbi a cui si può attribuire un origine psicosomatica e si possono manifestare in differenti parti del corpo: nell'apparato gastrointestinale (gastrite, colite, ulcera); nell'apparato cardiocircolatorio (aritmia, ipertensione, tachicardia); nell'apparato respiratorio (asma, iperventilazione); nell'apparato urogenitale (impotenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, dolori mestruali); nella pelle (psoriasi, acne, dermatite, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose, sudorazione eccessiva); nel sistema muscolare (cefalea, crampi, torcicollo, mialgia, artrite). Il problema che sta alla base di chi ne soffre è la difficoltà nell'entrare in contatto col proprio dolore emotivo e nell'esprimerlo in modo adeguato, il corpo diviene l’unico vettore per la sua espressione. La sofferenza e le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite, trovano una via di scarico immediata nel corpo; poiché non vi è la capacità di entrare in contatto col proprio disagio psicologico, le emozioni, pur essendo presenti, non vengono percepite. 


    borederlineDisturbi di Personalità

    Il disturbo di personalità è riferito agli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio soggettivo clinicamente significativa. In genere i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici (accettabili per la persona) e alloplastici (la persona tende a cambiare l'ambiente, non sé stesso). La personalità (o carattere) è stata definita in molti modi, ma si può dire che sia l'insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade. Si può anche dire che la personalità sia il modo stabile che ciascuno di noi si è costruito, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, di rapportarsi con gli altri e con il mondo. I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di rapporto con gli altri. Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze: così in alcuni momenti sarà utile essere più dipendenti o passivi del solito, mentre in altri sarà più funzionale essere seducenti.
    I disturbi della personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Solitamente tali tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.

    I disturbi di personalità sono stati classificati in tre categorie:

    Disturbi caratterizzati dal comportamento bizzarro:

    Disturbo Paranoide di Personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
    Disturbo Schizoide di Personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.
    Disturbo Schizotipico di Personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un'assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.

    Disturbi caratterizzati da un'alta emotività:
    Disturbo Borderline di Personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell'idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
    Disturbo Istrionico di Personalità: chi ne soffre tende a ricercare l'attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
    Disturbo Narcisistico di Personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l'ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l'importanza che si attribuisce.
    Disturbo Antisociale di Personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.

    Disturbi caratterizzati da una forte ansietà:
    Disturbo Evitante di Personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
    Disturbo Dipendente di Personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
    Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l'ordine e per il controllo di ciò che accade.

    Il trattamento dei Disturbi di Personalità, può comprendere la psicoterapia
    individuale, di gruppo, o la terapia familiare ed, in alcuni casi, anche i farmaci, prescritti dallo specialista, possono essere utili per alleviare alcuni dei sintomi dei disturbi della personalità.
    Nel trattamento di questi disturbi, la psicoterapia mira a rendere cosciente il cliente dei conflitti inconsci che causano in tutto o in parte i sintomi, lo aiuta a diventare più flessibile e a diminuire la frequenza degli schemi comportamentali che interferiscono con una vita sana e attiva al fine di riconoscere meglio gli effetti del proprio comportamento sugli altri e quindi migliorarne la gestione.



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